Era una bella città, ma ora è bellissima!
“Il sole , il mare, i fichidindia, empedocle, archimede, purtroppo sia famosi nel mondo anche per qualche cosa di negativo.
Per esempio quello che voi chiamate piaghe.
Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco: L’Etna, il vulcano. Che quando si mette a fare i capricci distrugge paesi e cittadine. Ma è una bellezza naturale!
Ma c’è un'altra cosa è questa è davvero una piaga grave che nessuno riesce a risolvere. Lei mi ha già capito vero? È la siccità! Da queste parti la terra in estate brucia. iè sicca! D’estate brucia! Una brutta cosa.
Ma è la natura e non ci possiamo fare niente!
Ma dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza purtroppo non è la natura ma l’uomo, dov’è? È nella terza e più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in particolare Catania agli occhi del mondo.
Eh! Lei ha già capito. È inutile che io gliela dica, mi vergogno a dirlo! È IL TRAFFICO. TROPPE MACCHINE. Un traffico tentacolare, vorticoso che ci impedisce di vivere… “ (Jonny Stecchino - 1991)
Leggendo la lettera dei presidi delle facoltà del Polo Umanistico del 25 settembre 2009, ci è venuta subito in mente questa famosa scena del film di Benigni.
Il polo umanistico ormai da più di 10 anni pian piano si è esteso nel quartiere storico dell’Antico Corso e noi abbiamo seri dubbi che abbia determinato riqualificazione e identità del centro storico stesso.
Perlomeno ci poniamo una domanda e la poniamo a tutti i presidi firmatari: a quale prezzo? E soprattutto: chi ha pagato questo prezzo?
Noi del CPO Experia che lavoriamo in quartiere da 17 anni abbiamo vissuto questa trasformazione, abbiamo visto allontanare migliaia di abitanti dalle logiche non di riqualificazione del quartiere, ma da un mercato spietato che prima ha lasciato al degrado diverse zone abitate, dopo ha comprato a prezzi stracciati e in seguito ha rilanciato l’offerta in un secondo momento. Ecco che abbiamo assistito all’espulsione dei suoi abitanti storici, lasciando un intero quartiere storico in mano a speculazioni e mercificazioni.
Dove sono finiti i punti garantiti a parole dall’Università da noi interpellata ai tempi della giunta Bianco? I giardini pubblici, i luoghi di aggregazione sociale che ogni città civile mette a disposizione degli abitanti? Le piazze?
Per tutti vogliamo ricordare il disastro pubblico dell’Area della Purità attigua al CPO Experia. Nel 1999 viene acquisita dalla Facoltà di Giurisprudenza per la costruzione di nuove aule. Di fatto il CPO Experia viene privato di un’area esterna che solitamente veniva utilizzata per organizzare attività estive sociali e di aggregazione. Dopo anni di denunce da parte di comitati di quartiere e del Centro Popolare Experia i lavori furono bloccati dal Comune visto che, malgrado le nostre denunce che quell’area dovesse essere vincolata perché zona archeologica e che sarebbe stato più utile un investimento che poteva valorizzare il turismo e tutto il quartiere, le ruspe e il cemento avevano distrutto monumenti importantissimi per tutta la città. Ci domandiamo: perché la Sovrintendenza dei Beni Culturali ha autorizzato i lavori dell’Università? Ovviamente i lavori vengono bloccati e tutta l’area in questione viene letteralmente abbandonata. È questa la riqualificazione del territorio e identità del centro cittadino vantata dai presidi?
Solo nel 2005, ben 5 anni di lotta, “bonifiche” dalle siringhe da parte del Centro Popolare insieme agli abitanti del quartiere, denunce e diverse “conferenze dei Servizi” insieme al Comune, l’area abbandonata viene messa in sicurezza e la scalinata di via bambino riaperta.
Questo l’esempio più vergognoso.
Allora vogliamo rifare la domanda ai presidi delle facoltà: a quale prezzo la presenza dell’università nel quartiere Antico Corso?
La questione dei parcheggi proposta, a noi, con tutto il rispetto, ci fa molto sorridere visto come sono andati a finire tutti i progetti di parcheggi a Catania e quanto sono costati alla città. Ma soprattutto noi ci aspettavamo una proposta un po’ più “illuminata” da parte di esimi professori universitari. Sicuramente una proposta centrata su un progetto di “mobilità sostenibile” che questa città soffocata dal traffico forse avrebbe bisogno.
Ma, per finire anche noi abbiamo le nostre proposte, niente di nuovo, sono 9 anni che le facciamo all’amministrazione e alla città:
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Un piano sul traffico che allontani la auto dal quartiere dentro un progetto di mobilità sostenibile e che recuperi una qualità della vita migliore per gli abitanti del quartiere;
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La realizzazione di una Bambinopoli nell’area dell’ex arena del Centro Popolare Experia;
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La creazione di un parco archeologico tale da valorizzare i ritrovamenti dell’area della Purità devastata dall’intervento dell’Università;
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L’apertura al quartiere dell’area dell’Antico Bastione.
Infine pensiamo che la “rinascita” della città non passi attraverso una riqualificazione del territorio determinata da dinamiche di speculazioni e mercificazioni, ma attraverso la riqualificazione sociale che ridia dignità umana a migliaia di abitanti del quartiere, cosa che la presenza dell’Università non solo non ha garantito ma ha anche calpestato.
(ct 28.10.2009)
Centro Popolare Occupato Experia
via plebiscito 782 – Catania
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