E' successo un'altra volta!
Lettera indirizzata alla rubrica "Lo dico a La Sicilia" del quotidiano di Catania e mai pubblicata.
Ct, 30 novembre 2010
In merito all'articolo di mercoledì 17 in cui, come ormai ciclicamente avviene da tempo, i presidi delle facoltà ospitate nell'ex-monastero dei Benedettini hanno denunciato il dramma dei parcheggi nell'area circostante l'Università, conosciuta una volta come quartiere Antico Corso, desidereremmo ricordare ai vertici del mondo accademico che:
il quartiere Antico Corso, le piazze, le strade e i suoi abitanti sono storicamente preesistenti all'ingresso dell'Università nella zona, e nonostante l'immane sforzo teso ad acquistare il più possibile, a invadere, chiudere, barricare, fortificare la propria cittadella del sapere, alcuni riottosi si ostinano a continuare ad abitare le proprie case, le case dei loro genitori e dei loro nonni, a prendere il caffè al solito chiosco, a giocare a carte sotto gli alberi.
Tutto ciò nonostante, citando il sig. Ragusa che domenica ha risposto su questa rubrica, "traffico a qualsiasi ora del giorno, auto parcheggiate in modo selvaggio, e per di più […] le loro lamentele".
Dove trovare uno spazio sufficiente ad accogliere il massiccio flusso di veicoli che ogni giorno invadono i dintorni di piazza Dante, considerate le facoltà e i tre ospedali limitrofi?
E come giustificare dunque le reiterate manovre di espansione che vedranno inaugurare a breve un altro polo universitario proprio di fronte a quello esistente?
Consigliamo dunque di radere al suolo l'intera zona e realizzare un immenso parcheggio, di quelli che le nostre amministrazioni comunali sono così brave a costruire (e abbandonare).
A onor del vero, l'Ateneo catanese ha intervallato nel tempo la sua campagna di conquista con tentativi di apertura e contatto con gli indigeni, proclamando l'interesse ad aprirsi al territorio per evitare che l'Università risultasse un corpo estraneo.
Il fallimento di tale operazione è sotto gli occhi di tutti, l'agglomerato di facoltà è percepito come un virus aggressivo che invade tutto ciò che trova sul proprio cammino.
Per i pochi, già proprietari di casa, che hanno guadagnato affittando agli studenti e qualche attività commerciale, la maggioranza dei residenti ha dovuto soccombere al boom degli affitti ed è emigrata verso le periferie satellite. Sul tabellone di questo Monopoli alla catanese l'Università ha pure guadagnato, pescando la carta probabilità, l'immobile di via Plebiscito 782 in cui da 17 anni l'Experia svolgeva attività sociali, culturali e ricreative come tutti ben sanno.
ORA,
se il desiderio delle facoltà dei Benedettini di integrazione e scambio con il quartiere che suo malgrado li ospita è sincero
POICHé
tutte le suddette attività, tra cui il doposcuola gratuito per i bambini del quartiere svolto in collaborazione con le famiglie, sono FERME perché, nonostante diversi tentativi, non si è riuscito a trovare una sede sicura e dignitosa per ospitare anche i più piccoli
CHIEDIAMO
anche a nome del quartiere, corredando la richiesta con una raccolta di firme se richiesto, che l'Università per una volta, anziché PRENDERE, RESTITUISCA agli abitanti del quartiere, costituiti in associazione se necessario, uno spazio a scelta nella grande varietà del suo parco immobili.
In attesa di un riscontro, vi ringraziamo per lo spazio e l'attenzione concessaci.
Centro Popolare Experia Catania
30 novenbre 2010
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